Di questi giorni le orecchie fischiano per i commenti della gente comune e non per cosiddetto gossip " gossip" che si è scatenato attorno al premier. tanto can can per due veline ed una escort di nome Daddario. Ci sono be39 navi nel mediterraneo che come donzelle adagiate sul letto in attesa di essere trovate, attendono in fondo agli abissi nel buio delle profondità marine. Donne navigate e quindi molto più pericolose, con il loro fardello di gelido sentimento di morte. Sono queste signori le vere veline che nessuno si azzarda a voler scoprire da anni, queste creature utilizzate dagli uomini per il loro piacere mentale. Un piacere schizofrenico ed autodistruttivo, un piacere doi onnipotenza e di morte. Suicidati uomo politico con le tue stesse mani, godi dell'onanismo che come nei tempi che furono, si diceva rendesse ciechi.
venerdì 2 ottobre 2009
lunedì 14 luglio 2008
accettare per cambiare
14 luglio 2008
Avete mai pensato che per vivere in serenità, la società e quindi la gente che ci circonda, deve essere trattata come il coniuge? Si accetta per quello che è, senza a tutti i costi volerlo cambiare.
meditate gente
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perle di saggezza
mercoledì 9 luglio 2008
chi di pompino colpisce, in carriera finisce
09 luglio 2008
Fatemi un "pompino" e vi solleverò il mondo. Parafrasando la celeberrima frase, potremmo affermare come ormai il pompino, in latino faellatio, stia diventando l’occupazione preferita delle donne, e non, che vogliono fare carriera. E' l’unico lavoro che probabilmente sanno fare, rende molto con uno sforzo relativo e risulta anche piacevole. Un buon rapporto qualità prezzo, non c’è che dire "l'alta tecnologia degli anni tremila", una tecnologia che non costa in ricerca, un lavoro che provoca pochi incidenti e quindi poche "morti bianche!". Tutte fra l'altro prevedibili o prevenibili, perchè da soffocamento!
Non voglio fare polemiche, anche se il collegamento agli ultimi avvenimenti e alle indiscrezioni apparse sui giornali relative alle intercettazioni di politici nostrani, sorge spontaneo. Ma questa stesura di post, serve solo a fare un’analisi più approfondita di ciò che la” faellatio” o "pompa", ha significato nella politica di tutti i tempi, presso tutte le nazioni.
In Francia, nei regni e nelle monarchie Europee del 1500 esistevano, se ben ricordate, le cortigiane amanti del re o dei suoi ministri. Anche nell’antica Roma il potere durante gli anni del decadimento si gestiva più nelle alcove che nei luoghi istituzionali, mentre a Venezia negli anni del 700, sappiamo che mogli di potenti e commercianti, giravano di notte mascherate per trovarsi giovani amanti o partecipare a goderecce orge collettive.
Ma come ha detto la Guzzanti durante il raduno di piazza Navona a Roma, non facciamo i moralisti o i bigotti. Di ciò che sta succedendo nei palazzi del potere, ne ho abbondantemente parlato in modo critico nei mesi precedenti e non certo perchè mi considero un santo, quanto per motivi di etica, serietà e rappresentività che i nostri amministratori dovrebbero tenere per rispetto, nei confronti di chi li ha eletti. Ma sto rivedendo le mie posizioni, ora non mi scandalizzo più, nè m'incavolo. E’ quello che vorrebbe la politica e con essa il potere; sfiancarti, prenderti "per fame e per sete" per sfinimento o rassegnazione, non dandoti corda e obbligandoti alla fine ad accettare come normale tutto ciò che avviene. E' il vecchio sistema adottato anche dalle imprese, prima si fa e poi si vedrà.
Alla fine ogni stranezza, anche la più impensabile, verrà digerita e considerata normale, anzi chic o di moda. Non lo dico io, lo ha ammesso lo stesso presidente del Consiglio all'ombra del suo "panama", affermando che "agli italiani il galletto piace", si è dimenticato di dire come però. Ha ragione Lui, gli italiani sono un popolo di goderecci, viziati, corrotti ed inaffidabili; analisi della FBI americana, sfuggita erroneamente durante la riunione del G8 di questi giorni.
Non voglio fare polemiche, anche se il collegamento agli ultimi avvenimenti e alle indiscrezioni apparse sui giornali relative alle intercettazioni di politici nostrani, sorge spontaneo. Ma questa stesura di post, serve solo a fare un’analisi più approfondita di ciò che la” faellatio” o "pompa", ha significato nella politica di tutti i tempi, presso tutte le nazioni.
In Francia, nei regni e nelle monarchie Europee del 1500 esistevano, se ben ricordate, le cortigiane amanti del re o dei suoi ministri. Anche nell’antica Roma il potere durante gli anni del decadimento si gestiva più nelle alcove che nei luoghi istituzionali, mentre a Venezia negli anni del 700, sappiamo che mogli di potenti e commercianti, giravano di notte mascherate per trovarsi giovani amanti o partecipare a goderecce orge collettive.
Ma come ha detto la Guzzanti durante il raduno di piazza Navona a Roma, non facciamo i moralisti o i bigotti. Di ciò che sta succedendo nei palazzi del potere, ne ho abbondantemente parlato in modo critico nei mesi precedenti e non certo perchè mi considero un santo, quanto per motivi di etica, serietà e rappresentività che i nostri amministratori dovrebbero tenere per rispetto, nei confronti di chi li ha eletti. Ma sto rivedendo le mie posizioni, ora non mi scandalizzo più, nè m'incavolo. E’ quello che vorrebbe la politica e con essa il potere; sfiancarti, prenderti "per fame e per sete" per sfinimento o rassegnazione, non dandoti corda e obbligandoti alla fine ad accettare come normale tutto ciò che avviene. E' il vecchio sistema adottato anche dalle imprese, prima si fa e poi si vedrà.
Alla fine ogni stranezza, anche la più impensabile, verrà digerita e considerata normale, anzi chic o di moda. Non lo dico io, lo ha ammesso lo stesso presidente del Consiglio all'ombra del suo "panama", affermando che "agli italiani il galletto piace", si è dimenticato di dire come però. Ha ragione Lui, gli italiani sono un popolo di goderecci, viziati, corrotti ed inaffidabili; analisi della FBI americana, sfuggita erroneamente durante la riunione del G8 di questi giorni.
Noi siamo solo degli invidiosi che vorrebbero avere il potere ed i soldi di Silvio, la bellezza ed il fascino della Carfagna, la moglie di Mastella o di Fini, la ditta della Mercegaglia e l’intelligenza di D’Alema o di Tremonti. Uniche cose che ci farebbero meno piacere, potrebbero essere probabilmente: la statura di Brunetta, l’andatura e il fisico di Fassino, l’età d’Andreotti e i lineamenti del viso di La Russa o di Veltroni, e non ovviamente a tutti, visto che il canone di bellezza è soggettivo per ognuno di noi.
Ma si sa i ministri non sono degli extraterrestri né tantomeno extracomunitari, per cui fisicamente hanno le caratteristiche antropologiche della massa, del popolino intendo. "L’uccello no", quello è speciale, o è sempre in "tiro", o addirittura è d’oro con due grossi diamanti al posto dei testicoli. Ed è questo signori, l’unico vero motivo di tanto interesse per i nostri rappresentanti politici da parte della collettività. Tutto in loro risplende, meno ovviamente la testa, che ad eccezione di Schifani costretto a levarsi il riporto dal Berlusconi e a pochi altri, non soffrono di calvizie incipiente o alopecia.
Ma si sa i ministri non sono degli extraterrestri né tantomeno extracomunitari, per cui fisicamente hanno le caratteristiche antropologiche della massa, del popolino intendo. "L’uccello no", quello è speciale, o è sempre in "tiro", o addirittura è d’oro con due grossi diamanti al posto dei testicoli. Ed è questo signori, l’unico vero motivo di tanto interesse per i nostri rappresentanti politici da parte della collettività. Tutto in loro risplende, meno ovviamente la testa, che ad eccezione di Schifani costretto a levarsi il riporto dal Berlusconi e a pochi altri, non soffrono di calvizie incipiente o alopecia.
Silvio invece, ha pensato di ovviare al problema con dei piccoli accorgimenti e alcuni colpi di pennarello. E' forse per questo, che taluni lo individuano sotto lo pseunonimo di "testa d'asfalto". Tutto qui signori, cosa ci vedete di così strano e di così amorale in quello che succede attorno a noi?. Il sesso è parte fondamentale della nostra esistenza e allora?. Aspettate in fila con pazienza, vedrete che arriverà anche il nostro turno, "prostata ed erezione" permettendo.
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venerdì 4 luglio 2008
un cero alla Madonna
03 luglio 2008
Ho provato a leggere in questi giorni i quotidiani, anzi il quotidiano che di solito acquisto, ma vi assicuro che non scorro più le righe dello stesso, con convinzione e curiosità. Mi fa tanta tristezza leggere ciò che i media sono costretti, per motivi di tiratura ma anche per mancanza di una reale libertà d’informazione, a pubblicare. Ci sono le solite notizie politiche che non trasmettono di certo all’italiano medio un senso di tranquillità e rasserenamento, ma che anzi iniettano nell’animo dello stesso, ulteriori angosce e preoccupanti dubbi sul proprio futuro economico e anche politico.
La diatriba nata recentemente fra il capo dello stato e il primo ministro, concernente la correttezza delle variazioni proposte nel disegno di legge sulle intercettazioni richieste dalla maggioranza, lascia presagire per il nostro martoriato paese, una guida della nazione a dir poco personalizzata o condotta, come nella precedente legislatura di destra, a colpi di maggioranza. Imposta, in altre parole, senza quel dialogo costruttivo che apparentemente le due forze contrastanti avevano promesso di attuare per il bene della comunità. Un progetto che avrebbe dovuto avere come premessa, lo smorzamento dei toni e un’opposizione compatta ma nel contempo ferma e dialogante, allo scopo di approvare congiuntamente quelle leggi che avrebbero permesso al paese di riprendersi dalla stagnazione economica.
La legge che si potrebbe a quanto sembra trasformare in decreto, se alcune premesse non venissero approvate, potrebbe, come tutti immaginano, provocare danni enormi all’intera collettività, oltre naturalmente al potere della Magistratura che tutto è tranne che politico. E’ la prima volta che in questo paese osserviamo una presa di posizione da parte della maggioranza così dura ed intransigente e sicuramente non sarà certo l’ultima. E’ impensabile che gli elettori non si attendessero questo comportamento da parte della maggioranza, vista la chiarezza degli intenti del vicepremier, su argomenti ben noti: l’intercettazioni e lo strapotere della Magistratura delle toghe rosse, oltre ovviamente l’impunità per determinati reati, almeno per le prime cariche dello stato, come se ancora ce ne fosse bisogno.
Come si è ben capito la minoranza è allo sfacelo, divisa com’è da continue lotte intestine, da correnti, da partiti e partitini, da interessi personali o di casta e l’unico che è consapevole che questo è il momento per agire indisturbato, è proprio Berlusconi. Il Pd non esiste se non sulla carta. E’ l’ embrione di una mantide, quell’insetto che dopo aver copulato, divora il compagno. Ed è proprio ciò che è successo all’Ulivo e che probabilmente accadrà ad altri partiti della sinistra, in una lotta fratricida o forse rigenerante.
Il giorno 8 luglio vi sarà a Roma, una dimostrazione promossa da Micromega, organizzata da Furio Colombo e benedetta da Umberto Eco e dalla maggioranza delle persone che non vedono più rispettati i principi di democrazia e di costituzionalità. Io ovviamente, per molteplici motivi, non ci sarò. Come non starò più a “chiacchierare” di politica, una parola che per me non ha più senso d’essere, anzi che abolirei dai dizionari nazionali, assieme a giustizia e democrazia, sviluppo e meritocrazia, ricerca ed imprenditoria, conscio che ciò comporterebbe il rischio di trasformare i vocabolari in piccoli bignami dei “contrari”.
Siamo finalmente riusciti a fare quello che non riuscì a fare Attila. Allora fu bloccato alle porte di Roma. Qualcuno ebbe il coraggio di fermarlo sollevando la croce. E forse è ancora la croce che ci può aiutare, rappresentata però dall’unione di persone impegnate sotto il segno di un credo etico e morale oltre che religioso, dedicandosi al prossimo disinteressatamente , per un senso di responsabilità e di giustizia. La vera costituzione è già stata scritta a caratteri cubitali duemila anni fa e sono le tavole con i dieci comandamenti, che alla fine se analizziamo bene sono i principi fondamentali del vivere in armonia.
Non dovrebbe essere difficile in questo modo far politica. Basterebbe assecondare i propri pensieri positivi, facendo seguire al pensiero i fatti dettati dalle parole dei saggi ed dal verbo di Dio. Non serve essere cattolici o protestanti o islamici per farlo, basta essere dei giusti, degli onesti, degli umili e buon lavoratori.
Allora consiglierei a coloro che saranno presenti a Roma, in piazza Navona o in qualunque luogo in cui si svolga la manifestazione, di vestirsi semplicemente con una tunica bianca, un saio della saggezza e della responsabilità, camminando lentamente e con serenità nel silenzio più assoluto. Un mutismo che rappresenterebbe, in modo originale e controcorrente, quell’urlo di rabbia che ogni cittadino onesto e consapevole, riesce ancora a trattenere. Un solo simbolo potrebbe accomunare i partecipanti: un cero o una fiaccola tricolore. Simboli di unità nazionale e di speranza che qualcuno dall’alto si accorga di noi.
Italo Suris

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venerdì 20 giugno 2008
si scrive di più in ferie
20 giugno 2008
Signori buongiorno, devo sospendere per un pò di tempo questa piacevole attività. Ho intenzione di rompere con il quotidiano, spezzare il tan tran della vita moderna non con un cynar nè con un lucano ma con un viaggio a Lisbona. Parto domani, spero di trovare bel tempo e di poter fare parecchie foto da collocare sul sito di fotografie il cui piatto per ora langue. Mi riprometto di fare un piccolo sunto del viaggio e pubblicarlo sul blog, moglie permettendo. Non vorrei che il sole ed il mare risvegliasse gli istinti sessuali un pò repressi dall'ansia del vivere quotidiano. In questo caso, non potrei certamente usare la penna.
Italo Suris
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giovedì 19 giugno 2008
Come produrre l'improduttività
19 giugno 2008
Al di là degli interessi personali e delle immediate pendenze giudiziarie del presidente del consiglio, ciò che più preoccupa l’opinione pubblica, cosciente che una rielezione di Berlusconi avrebbe sicuramente comportato leggi che non sarebbero certo andate a suo sfavore, è che con le stesse, molti altri processi e i relativi indennizzi in caso di danno perpetrato, saranno a rischio di blocco almeno per un anno, mentre centinaia di processi rischiano di essere congelati.
Ora è chiaro a chi veramente è andato il potere, chi comanda e suggerisce scelte impopolari che, almeno in tempi immediati, possano levare dagli impicci associazioni colpevoli di reati amministrativi ma anche penali. Sono loro e sempre loro, coloro in altre parole che resteranno per sempre impuniti essendo parte integrante e potente della politica di questo paese ma anche Europea o mondiale.
Diciamolo chiaro, di prigioni di Guantalamo, se ne faranno metaforicamente in continuazione ed il motivo per costruirle, la famosa pistola dalla canna fumante, lo si ritroverà, lo si cercherà o per meglio dire, lo si inventerà ogni qualvolta si fiuterà un affare, un mezzo comodo e veloce per far cassa sulla pelle di quella parte della comunità priva di potere contrattuale; i poveri. Ecco qual è il motivo per cui, più ce ne saranno, maggiore sarà la possibilità di arricchimento da parte di pochi, almeno nell’immediato visto che come qualcuno ha palesemente dichiarato, l’unico sicuro sistema per raddrizzare la baracca è, allo stato attuale, lo sfruttamento imposto dall’alto.
Poi si vedrà. Non a caso s’inizia a parlare sommessamente di maggior produttività, che badate bene non consiste come una volta si pensava nel lavorare di più nella stessa unità di tempo, cosa ormai impossibile visti i ritmi di lavoro ormai gestiti da macchine e tecnici e da lungo tempo sperimentati. La nuova produttività si otterrà non tanto nel creare i presupposti d’innovazione tecnologica, di ricerca, e di produzione di prodotti d’alto livello, cosa impensabile in un paese privo di strutture e condotto da un nugolo di corporazioni di cui molte potentissime, quanto nell’aumentare le ore lavorative, l’età pensionabile e mantenendo se non addirittura diminuendo il costo finale del prodotto anche con la diminuzione graduale della paga di fine mese. Come? semplice ci pensa l’inflazione ed il divario fra i pochi ricchi e la moltitudine che paga per sopravvivere.
E’ un sistema di macro economia ben congegnato quello che si sta attuando. Non illudiamoci nel prossimo futuro grosse novità, ma solo tanti ed altri sacrifici. L’unica possibilità, la ricerca di lavori più retribuiti, ma dove? non possiamo certo andare tutti in parlamento. I proverbi e gli aneddoti hanno sempre rappresentato lo specchio della verità, hanno raffigurato metaforicamente il pensiero e la realtà di tutti i tempi. Ne propongo qualcuno che ritengo molto attuale. “ ad un furbo un furbo e mezzo”, “ o così o carico” “ o ti mangi stà minestra o ributti dalla finestra.”.
Per non rassegnarsi all’evidenza e nel contempo per essere concreti e pragmatici, allo scopo di poter meglio difendere i propri interessi di lavoratori preparati e efficienti, bisogna fare proprie queste esperienze, analizzare il passato per prevenire il futuro utilizzando i propri errori per migliorare il proprio status quo o per meglio dire, per peggiorare il meno possibile o, nel più lungo periodo di tempo, la propria situazione economica. L’unità dovrebbe fare la forza, è il primo insegnamento di cui tener conto, ma forse è il più difficile da attuare che da dire, visto che esiste l’illusione in ognuno di noi, di essere invincibile o indispensabile e che ciò che di peggio può accadere, capiti solamente al prossimo. Per il resto, la formula ed il sistema del “dividi et impera” è sempre di moda ed è costantemente messo in atto da chi di dovere.
Purtroppo la realtà è più cruda di quel che si vuol credere. Altri proverbi infatti ci insegnano e dicono “ oggi tocca a me e domani toccherà a te” oppure, “fermati sulla riva del fiume e aspetta che passi il corpo del tuo nemico” , ma anche” ride bene chi ride ultimo” e ancora, “ ci rivedremo a filippi”. Frasi semplici ma di grande e profondo significato ed effetto se analizzate profondamente con occhio o orecchio critico e che, da sole, dovrebbero fare pensare anche coloro che ritengono di far parte “del vincitore” o “del giusto di turno”.
Italo Suris
Al di là degli interessi personali e delle immediate pendenze giudiziarie del presidente del consiglio, ciò che più preoccupa l’opinione pubblica, cosciente che una rielezione di Berlusconi avrebbe sicuramente comportato leggi che non sarebbero certo andate a suo sfavore, è che con le stesse, molti altri processi e i relativi indennizzi in caso di danno perpetrato, saranno a rischio di blocco almeno per un anno, mentre centinaia di processi rischiano di essere congelati.
Ora è chiaro a chi veramente è andato il potere, chi comanda e suggerisce scelte impopolari che, almeno in tempi immediati, possano levare dagli impicci associazioni colpevoli di reati amministrativi ma anche penali. Sono loro e sempre loro, coloro in altre parole che resteranno per sempre impuniti essendo parte integrante e potente della politica di questo paese ma anche Europea o mondiale.
Diciamolo chiaro, di prigioni di Guantalamo, se ne faranno metaforicamente in continuazione ed il motivo per costruirle, la famosa pistola dalla canna fumante, lo si ritroverà, lo si cercherà o per meglio dire, lo si inventerà ogni qualvolta si fiuterà un affare, un mezzo comodo e veloce per far cassa sulla pelle di quella parte della comunità priva di potere contrattuale; i poveri. Ecco qual è il motivo per cui, più ce ne saranno, maggiore sarà la possibilità di arricchimento da parte di pochi, almeno nell’immediato visto che come qualcuno ha palesemente dichiarato, l’unico sicuro sistema per raddrizzare la baracca è, allo stato attuale, lo sfruttamento imposto dall’alto.
Poi si vedrà. Non a caso s’inizia a parlare sommessamente di maggior produttività, che badate bene non consiste come una volta si pensava nel lavorare di più nella stessa unità di tempo, cosa ormai impossibile visti i ritmi di lavoro ormai gestiti da macchine e tecnici e da lungo tempo sperimentati. La nuova produttività si otterrà non tanto nel creare i presupposti d’innovazione tecnologica, di ricerca, e di produzione di prodotti d’alto livello, cosa impensabile in un paese privo di strutture e condotto da un nugolo di corporazioni di cui molte potentissime, quanto nell’aumentare le ore lavorative, l’età pensionabile e mantenendo se non addirittura diminuendo il costo finale del prodotto anche con la diminuzione graduale della paga di fine mese. Come? semplice ci pensa l’inflazione ed il divario fra i pochi ricchi e la moltitudine che paga per sopravvivere.
E’ un sistema di macro economia ben congegnato quello che si sta attuando. Non illudiamoci nel prossimo futuro grosse novità, ma solo tanti ed altri sacrifici. L’unica possibilità, la ricerca di lavori più retribuiti, ma dove? non possiamo certo andare tutti in parlamento. I proverbi e gli aneddoti hanno sempre rappresentato lo specchio della verità, hanno raffigurato metaforicamente il pensiero e la realtà di tutti i tempi. Ne propongo qualcuno che ritengo molto attuale. “ ad un furbo un furbo e mezzo”, “ o così o carico” “ o ti mangi stà minestra o ributti dalla finestra.”.
Per non rassegnarsi all’evidenza e nel contempo per essere concreti e pragmatici, allo scopo di poter meglio difendere i propri interessi di lavoratori preparati e efficienti, bisogna fare proprie queste esperienze, analizzare il passato per prevenire il futuro utilizzando i propri errori per migliorare il proprio status quo o per meglio dire, per peggiorare il meno possibile o, nel più lungo periodo di tempo, la propria situazione economica. L’unità dovrebbe fare la forza, è il primo insegnamento di cui tener conto, ma forse è il più difficile da attuare che da dire, visto che esiste l’illusione in ognuno di noi, di essere invincibile o indispensabile e che ciò che di peggio può accadere, capiti solamente al prossimo. Per il resto, la formula ed il sistema del “dividi et impera” è sempre di moda ed è costantemente messo in atto da chi di dovere.
Purtroppo la realtà è più cruda di quel che si vuol credere. Altri proverbi infatti ci insegnano e dicono “ oggi tocca a me e domani toccherà a te” oppure, “fermati sulla riva del fiume e aspetta che passi il corpo del tuo nemico” , ma anche” ride bene chi ride ultimo” e ancora, “ ci rivedremo a filippi”. Frasi semplici ma di grande e profondo significato ed effetto se analizzate profondamente con occhio o orecchio critico e che, da sole, dovrebbero fare pensare anche coloro che ritengono di far parte “del vincitore” o “del giusto di turno”.
Italo Suris

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venerdì 13 giugno 2008
Due palle di troppo 1°
13 giugno 2008
Sono costernato, è parecchio che non scrivo sul blog, se devo dire la verità me ne è passata un po’ la voglia, la passione è scemata dopo le attuali politiche, una vera delusione per chi come me sperava in una politica più vicina alle esigenze della gente ed in cui i ruoli dei singoli schieramenti, fossero ben distinti, sempre con la convinzione che il compito di ogni settore della società fosse quello insindacabile di dare una svolta repentina al sistema a favore dell’innovazione dell’intero paese. Purtroppo, a quanto sembra, è venuta a crearsi una forma ambigua di potere, in cui non si capisce chi sia la maggioranza, chi invece la minoranza e se, come qualcuno ha ventilato, l’opposizione data l’ incapacità della sinistra di mantenere il proprio ruolo, viene fatta solo dall’attuale capo dello Stato.
Ma ci sono più gravi motivi per cui mi sono messo parzialmente in standby, l’amore per l’immagine e la fotografia, una nuova passione per la quale ho aperto, lavorando alacremente, un nuovo sito intitolato : “ catturando momenti di vita”, oltre alle notizie sconvolgenti che affiorano da un substrato di limacciosa illegalità, che corrisponde alla fine all’intreccio ormai evidente, fra affari e politica. Ecco che alla fine il percolato reale , un sostantivo evidenziato nelle intercettazioni riguardanti le indagini in corso da parte della Magistratura campana, assomiglia sempre più, in modo stupefacente, a quello che trasborda dalle discariche virtuali di ogni settore pubblico, primo fra cui, la sanità. La stessa indicata e probabilmente nella maggior parte dei casi come una delle migliori del mondo, settore che però rileva in continuazione sgradite e orripilanti sorprese.
Bisogna avere una grande memoria per ricordarsi di tutto ciò che attorno alle strutture sanitarie è stato motivo d’indagine, dal tunnel che usava Riina costruito appositamente per entrare inosservato in una casa di cura privata, al numero di addetti nullafacenti in Sicilia, ai casi di morti e omicidi volontari di anziani e di degenti ma anche degli errori e delle insopportabili leggerezze con cui venivano trattati i degenti. Operazioni eseguite su arti sbagliati, analisi e diagnosi frettolose, medicinali scaduti, appalti truccati ed edilizia in disuso, insomma di tutto e di più. Ma ciò che ora viene a galla, quasi si vivesse in un incubo, è il fatto di scoprire all’improvviso che sulla pelle del malato si è lucrato cinicamente senza scrupolo alcuno.
Nella clinica privata di Santa Rita, e qui mi faccio il segno della croce visto che si associano i più gravi misfatti a nomi di Santi molto venerati, si pagava a percentuale sul numero di interventi effettuati. Sono stati asportati seni di giovani pazienti e polmoni intatti da malattie degenerative solo per lucro, ma quel che è grave è che nonostante le prove schiaccianti e le intercettazioni eseguite, qualcuno ha avuto il coraggio di dire che ciò che è stato fatto, lo si è fatto per il bene del paziente stesso. Certo tutto ancora è da vedere, le indagini sono tutt’ora in corso ed il processo non è neppure iniziato. Una cosa c’è da dire ed è che se tutto dovesse corrispondere a realtà, allora vuol dire che abbiamo superato veramente il fondo.
Ma mettendola sulla satira e fatti due conti, non vorrei essere preso io per cinico se dovessi ammettere che un fondo di verità potrebbe anche esserci, visto che un seno è più che sufficiente per vivere. Come anche un polmone e un rene e che tale sistematico processo avrebbe potuto sicuramente incrementare le entrate dei singoli medici, dei funzionari amministrativi, degli addetti vari, del direttore o del proprietario della clinica stessa e perché no, forse anche di amministratori pubblici. Cosa che è tutta da vedere ripeto e che rimane, per adesso e a tutti gli effetti, una minacciosa immaginazione collettiva, ma che alla fine potrebbe, se provata, chiudere il cerchio di un circuito costruito sul malato come elemento da sfruttare strutturalmente come fonte di guadagno.
Sono costernato, è parecchio che non scrivo sul blog, se devo dire la verità me ne è passata un po’ la voglia, la passione è scemata dopo le attuali politiche, una vera delusione per chi come me sperava in una politica più vicina alle esigenze della gente ed in cui i ruoli dei singoli schieramenti, fossero ben distinti, sempre con la convinzione che il compito di ogni settore della società fosse quello insindacabile di dare una svolta repentina al sistema a favore dell’innovazione dell’intero paese. Purtroppo, a quanto sembra, è venuta a crearsi una forma ambigua di potere, in cui non si capisce chi sia la maggioranza, chi invece la minoranza e se, come qualcuno ha ventilato, l’opposizione data l’ incapacità della sinistra di mantenere il proprio ruolo, viene fatta solo dall’attuale capo dello Stato.
Ma ci sono più gravi motivi per cui mi sono messo parzialmente in standby, l’amore per l’immagine e la fotografia, una nuova passione per la quale ho aperto, lavorando alacremente, un nuovo sito intitolato : “ catturando momenti di vita”, oltre alle notizie sconvolgenti che affiorano da un substrato di limacciosa illegalità, che corrisponde alla fine all’intreccio ormai evidente, fra affari e politica. Ecco che alla fine il percolato reale , un sostantivo evidenziato nelle intercettazioni riguardanti le indagini in corso da parte della Magistratura campana, assomiglia sempre più, in modo stupefacente, a quello che trasborda dalle discariche virtuali di ogni settore pubblico, primo fra cui, la sanità. La stessa indicata e probabilmente nella maggior parte dei casi come una delle migliori del mondo, settore che però rileva in continuazione sgradite e orripilanti sorprese.
Bisogna avere una grande memoria per ricordarsi di tutto ciò che attorno alle strutture sanitarie è stato motivo d’indagine, dal tunnel che usava Riina costruito appositamente per entrare inosservato in una casa di cura privata, al numero di addetti nullafacenti in Sicilia, ai casi di morti e omicidi volontari di anziani e di degenti ma anche degli errori e delle insopportabili leggerezze con cui venivano trattati i degenti. Operazioni eseguite su arti sbagliati, analisi e diagnosi frettolose, medicinali scaduti, appalti truccati ed edilizia in disuso, insomma di tutto e di più. Ma ciò che ora viene a galla, quasi si vivesse in un incubo, è il fatto di scoprire all’improvviso che sulla pelle del malato si è lucrato cinicamente senza scrupolo alcuno.
Nella clinica privata di Santa Rita, e qui mi faccio il segno della croce visto che si associano i più gravi misfatti a nomi di Santi molto venerati, si pagava a percentuale sul numero di interventi effettuati. Sono stati asportati seni di giovani pazienti e polmoni intatti da malattie degenerative solo per lucro, ma quel che è grave è che nonostante le prove schiaccianti e le intercettazioni eseguite, qualcuno ha avuto il coraggio di dire che ciò che è stato fatto, lo si è fatto per il bene del paziente stesso. Certo tutto ancora è da vedere, le indagini sono tutt’ora in corso ed il processo non è neppure iniziato. Una cosa c’è da dire ed è che se tutto dovesse corrispondere a realtà, allora vuol dire che abbiamo superato veramente il fondo.
Ma mettendola sulla satira e fatti due conti, non vorrei essere preso io per cinico se dovessi ammettere che un fondo di verità potrebbe anche esserci, visto che un seno è più che sufficiente per vivere. Come anche un polmone e un rene e che tale sistematico processo avrebbe potuto sicuramente incrementare le entrate dei singoli medici, dei funzionari amministrativi, degli addetti vari, del direttore o del proprietario della clinica stessa e perché no, forse anche di amministratori pubblici. Cosa che è tutta da vedere ripeto e che rimane, per adesso e a tutti gli effetti, una minacciosa immaginazione collettiva, ma che alla fine potrebbe, se provata, chiudere il cerchio di un circuito costruito sul malato come elemento da sfruttare strutturalmente come fonte di guadagno.
segue due palle di troppo 2°http://valcimoliana.blogspot.com/2008/06/due-palle-di-troppo-2.html
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Due palle di troppo 2°
13 giugno 2008
Precede due palle di troppo 1°http://valcimoliana.blogspot.com/2008/06/due-palle-di-troppo-1.html
Un elemento di latta o di ferro oppure anche un pupazzo di legno da smontare o rimontare a piacimento da parte di un potere conosciuto, esistito solo durante il periodo nazista, nei lager in cui operava e faceva esperimenti sui vivi non ariani, il dottor Menghele. Un sistema di gestire, che altro non è che orribile onnipotenza legata al cinismo più abbietto ma anche alla malvagità che la Chiesa non riesce più a recidere completamente dall’animo dei portatori di un credo superficiale.
Mi aspetto, nel caso i responsabili venissero condannati, pene esemplari e perché no, anche scomuniche da parte dell’istituzione ecclesiastica. Poiché se la vita è alla base del credo cattolico ed elemento conduttore dell’intera religione, non si vede per cui chi commette tali orribili reati e o peccati, non debba bruciare fra le fiamme dell’inferno per il resto del tempo oltre la vita terrena. Non è un caso che si stia allargando l’inchiesta in Lombardia e le indagini si stiano estendendo ad altre dieci cliniche, a quando le altre regioni?. Quelle del sud sembrerebbe siano ormai out in quanto ad efficienza, e se i pazienti dovessero venire al nord, non lo farebbero certo con lo scopo di farsi tagliare a pezzi. Ma attendiamo con fiducia che le indagini seguano il loro corso, che i responsabili, anche politici, si dimettano e che si ritorni a vivere con più serenità.
In fondo direi di non farci un dramma, di tette ce ne sono anche fin troppe nel mondo e pensate che, fra le donne, ce ne sono anche di quelle che ne hanno ben due, una di troppo come hanno fatto capire ultimamente i nostri cari chirurghi. Per chi non lo sapesse di doppie nel corpo abbiamo altre parti e molte anche apparentemente inutili. Abbiamo due orecchie e perché mai?, visto che è meglio non udire. Infatti il caso in discussione presso il parlamento sull’opportunità di regolamentare le intercettazioni, fa capire come un orecchio sia anche troppo. Passiamo ora agli occhi, anche questi inutili visto che per lavorare ormai non servono più.
Il lavoro a termine consiste, in molti casi, nello svolgere attività telefoniche rispondendo al telefono o per meglio dire, “rompendo al telefono”. Si sa che i non vedenti sono sempre stati utilizzati nelle strutture, sia pubbliche che private, come telefonisti. Chiediamoci allora perché lasciare due occhi ad un individuo. Con uno, anche malfunzionante, ci vedrebbe lo stesso, userebbe occhiali e protesi per l’altro, avrebbe bisogno di continue visite specialistiche a pagamento da farsi con prestiti elargiti dalle banche o dalle finanziarie. Fra l’altro non si sposterebbero dal proprio posto di lavoro, il massimo!
Ma di doppio, oltre agli occhi e alle orecchie abbiamo altre cose. Le chiappe che si fanno anche di silicone, per cui levando quelle buone con cui fare bistecche, il vuoto potrebbe essere facilmente riempito con del materiale siliconico, schiumafix o polistirolo, il tutto ricoperto da fintapelle già tatuata per giunta, una cover intercambiabile come si usa per i cellulari. Di doppi abbiamo, continuando, anche gli arti.
Mi aspetto, nel caso i responsabili venissero condannati, pene esemplari e perché no, anche scomuniche da parte dell’istituzione ecclesiastica. Poiché se la vita è alla base del credo cattolico ed elemento conduttore dell’intera religione, non si vede per cui chi commette tali orribili reati e o peccati, non debba bruciare fra le fiamme dell’inferno per il resto del tempo oltre la vita terrena. Non è un caso che si stia allargando l’inchiesta in Lombardia e le indagini si stiano estendendo ad altre dieci cliniche, a quando le altre regioni?. Quelle del sud sembrerebbe siano ormai out in quanto ad efficienza, e se i pazienti dovessero venire al nord, non lo farebbero certo con lo scopo di farsi tagliare a pezzi. Ma attendiamo con fiducia che le indagini seguano il loro corso, che i responsabili, anche politici, si dimettano e che si ritorni a vivere con più serenità.
In fondo direi di non farci un dramma, di tette ce ne sono anche fin troppe nel mondo e pensate che, fra le donne, ce ne sono anche di quelle che ne hanno ben due, una di troppo come hanno fatto capire ultimamente i nostri cari chirurghi. Per chi non lo sapesse di doppie nel corpo abbiamo altre parti e molte anche apparentemente inutili. Abbiamo due orecchie e perché mai?, visto che è meglio non udire. Infatti il caso in discussione presso il parlamento sull’opportunità di regolamentare le intercettazioni, fa capire come un orecchio sia anche troppo. Passiamo ora agli occhi, anche questi inutili visto che per lavorare ormai non servono più.
Il lavoro a termine consiste, in molti casi, nello svolgere attività telefoniche rispondendo al telefono o per meglio dire, “rompendo al telefono”. Si sa che i non vedenti sono sempre stati utilizzati nelle strutture, sia pubbliche che private, come telefonisti. Chiediamoci allora perché lasciare due occhi ad un individuo. Con uno, anche malfunzionante, ci vedrebbe lo stesso, userebbe occhiali e protesi per l’altro, avrebbe bisogno di continue visite specialistiche a pagamento da farsi con prestiti elargiti dalle banche o dalle finanziarie. Fra l’altro non si sposterebbero dal proprio posto di lavoro, il massimo!
Ma di doppio, oltre agli occhi e alle orecchie abbiamo altre cose. Le chiappe che si fanno anche di silicone, per cui levando quelle buone con cui fare bistecche, il vuoto potrebbe essere facilmente riempito con del materiale siliconico, schiumafix o polistirolo, il tutto ricoperto da fintapelle già tatuata per giunta, una cover intercambiabile come si usa per i cellulari. Di doppi abbiamo, continuando, anche gli arti.
Ma in questo caso ci pensano le presse di talune imprese a svolgere il lavoro dei chirurghi senza esborso alcuno. Avete visto com’è facile fare quattrini se il controllo delle strutture è unico e totale, privato o pubblico che sia? Ah, a proposito di parti del corpo doppie, le donne hanno le ovaie mentre noi maschietti i coglioni. Pochi danni in questo caso visto che alla fine, le prime con quelle parti ci ragionano, mentre anche se togliessero qualche coglione di troppo, in Italia ne rimarrebbero sempre troppi. So a cosa state pensando, fra questi ci sono anch’io e vi assicuro che ne sono anche convinto visto che sto qua a discuterne.
Italo Suris
Italo Suris

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l'opinione
piatti freddi come le morti bianche
13 giugno 2008
Diciamoci pure la verità, sarà meglio che inizi a cambiare genere tornando sulle ridcette di cucina. Sono molto gettonate e ritengo d'aver anche troppo trascurato gli appassionati di questa nobile arte, che poi nel settore, come al solito, sono principalmente di due tipi: chi mangia e chi lavora. Per oggi inserirò ancora qualche argomento riferito alla vita quotidiana, ai problemi che sembrano non finiscano mai.
Ogni giorno ne finisce uno e ne iniziano 1000. Sembra che qualcuno lavori per crearli, in una forma continua di eccitazione. E un meccanismo psicologico compulsivo ossessivo che sta coinvolgendo tutta la società per cui ritengo che per il futuro, ci sarà poco da fare, e la cucina dovrà a tutti gli effetti diventare per forza un argomento secondario.
italo Suris
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